- la fontana di fronte alla nuova casa -
A parte il tedesco, voglio imparare la lingua della natura. Gli alberi. Qua attorno ce ne sono di tutte le specie, e anche le piante. Le foglie sono un alfabeto che non conosco, e lo voglio imparare.
Devo abituarmi a questa calma. Le macchine vanno a quaranta all’ora, una lentezza impossibile. E nelle vie private si devono tenere i venti all’ora. C’è silenzio, l’aria è cristallina, ci sono i profumi di erba, funghi, fragoline. In giro persone a passeggio, in bici, oppure operose. Sembra che siano tutti occupati in pulizie, manutenzioni, cure. E’ come vivere in un villaggio playmobil. Se c’è un veicolo in giro, è quasi di sicuro per il trasporto dei rifiuti differenziati: ce n’è anche per le potature. E ho capito il segreto delle strade pulite: passano una specie di aspirapolvere da esterni. Per le zone pubbliche c’è lo stesso rispetto che si ha per la propria casa. Dovrebbe essere naturale vederla così.
Che pace. Guardo la placida indifferenza delle mucche. Un’espressione già vista in alcuni volti in metropolitana, non fosse per la profonda differenza d’indole.
Volevo scrivere di più su questi posti nuovi, ma mia cognata Angela sta di nuovo male, mi ha appena telefonato mia madre, e non riesco a pensare ad altro. Dopo l’operazione si è trasformata in un’altra persona. Era un portento di energia e generosità, si è raggelata. Si può provare a capirla, ma penso sia impossibile riuscirci. Tutte le prospettive si sono spezzate.
Giù in strada passa un motorino con la marmitta arrogantissima. Mi mangio una sacher. Non ha niente a che fare con Moretti, me l’hanno regalata come “pan di via”. Graditissima, per motivi affettivi e no.
Oggi è stata una giornata abbastanza pesante. Ho preparato valigia di Teo e la mia. In casa era tutto fermo da una settimana. Fermo tutto, tranne Teo, che ha ribaltato ogni cosa. Ho messo via e buttato man mano che trovavo. Stasera è tornata la calma.
Sono euforica per la partenza. Scappo a vele spiegate. Ho tante cose a cui pensare, tante cose da fare: tutte aperte.
I miei colleghi mi hanno regalato due libri, uno in particolare mi e’ piaciuto: un libro per bambini del ‘39, con delle belle illustrazioni a china.
I libri da Ibs invece non sono arrivati, me li farò mandare. Poi vorrei comprare questo cd e questo qui sotto, di cui mi piacciono copertina e libretto:
Non compro più cd da un pezzo, odio la materia, mi infastidisce; tutto deve essere il più possibile immateriale. Forse l’ho capito per i frequenti traslochi, mi rendo conto quanto sia innecessario tutto il peso che ci trasciniamo dietro nella nostra esistenza, tutto l’inutile che ci lasciamo sedimentare attorno. Ho fatto un sacco con tutta la carta da buttare, e ho appena iniziato.













leave a comment