no news from the hermit

Posted in Uncategorized by the hermit on October 19, 2008

Conduco una vita piena di lussi, al momento. Esploro con occhi nuovi al mondo, attraverso quelli di Teodor, ogni centimetro del bosco, con vista microscopica e stupita. Posso permettermi il lusso di non spendere troppi soldi in vestiti, il lusso di avere un giardino grande come tutto il paese. Ho perso il vizio della sprite e bevo succo di mela frizzante.

A Milano c’erano animali da ammazzare: zanzare, tarme. Qua sono da salvare. La falena sul frigo, l’ape scivolata in una pozza di fango, in mezzo alla strada lombrichi e lumache senza guscio.

Il lusso di avere la neve, vederla intatta, e solo guardandola imparare in quanto tempo si scioglie. Seguire la crescita delle foglie, delle bacche. Spunteranno fiori sugli arbusti e sugli alberi, poi foglie sempre più verdi, e saremo di nuovo in un autunno rosso croccante.

Abito in una casa in cui si entra da un a porta e di fronte c’è una finestra sulla valle, da dove ogni sera un tramonto diverso entra a riempire la stanza. Da settembre a novembre, da arancio diventa indaco, giorno dopo giorno. Non guardo più l’orologio, ogni quarto d’ora le campane si rispondono da una collina all’altra.

Mangio cioccolato bianco con miele, al mattino trecce di brioche basilesi alle noci.

Dalla stanza con le finestra sulla valle salgo una scala a due rampe. Non mi oriento più, la casa, al piano di sopra, è come ruotata. Controllo le finestre che avevo lasciate chiuse e sono tutte aperte. Mi affaccio e invece della valle c’è la foresta.

(continua)

Posted in Uncategorized by the hermit on October 13, 2008

Stasera ho visto accidentalmente qualche minuto dell’Isola dei famosi. Che mostri. Poi sono capitata, sempre accidentalmente, in alcuni blog di fanatiche di moda. Che tristezza. Poi per fortuna sono incappata in questo blog e ho dimenticato tutte le brutture della sera.

Posted in Uncategorized by the hermit on October 12, 2008

Non è che nell’ultimo post mi credessi Ungaretti, solo che avevo poco tempo e ho sintetizzato. Pensavo alle ansie che avevo e che avevano tutti attorno a me nei confronti del tempo che passa e della vecchiaia. Le mie sono sparite.

Quanto tempo ho sprecato a guardare me stessa. Oggi ho avuto un’oretta libera e ho fatto pulizia nel computer. Ho buttato molte foto, e rivedermi è stato un colpo. Vana, in tutti i sensi. Se fossi stata più brutta, o compiutamente bella, avrei perso meno tempo a occuparmi del mio aspetto.

Ho tenuto alcune foto solo come monito. Per il resto, è già da un po’ che sento il bisogno di buttare via tutto, perfino i libri già letti, le foto. I diari, soprattutto, chili di pagine in lotta. Una lotta vana, ancora. E pensare che ho sempre scritto tenendo come destinatario ideale la persona che sono adesso, scrivevo a me stessa, per me stessa, per ricordare. E ora, non voglio più ricordare quelle cose, non mi va di guardare indietro. L’ho fatto per tutta la vita, sbagliando. E proprio perché procedevo di spalle credevo che di spalle sarei restata per sempre, e avrei apprezzato tutto quel materiale. Invece mi repelle, appena possibile metterò tutto nel cassettone della carta da riciclare.

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Posted in Uncategorized by the hermit on October 7, 2008

Invecchierò come gli alberi e le foglie

I’m falling in love

Posted in Uncategorized by the hermit on October 6, 2008

Credo si sia capito, mi sto innamorando di questo posto. Ieri siamo stati a fare una passeggiata attorno casa, siamo finiti in un piccolo parco nel bosco, poi abbiamo continuato, tra prati, stagni e ponti su ruscelli, e in un attimo siamo arrivati ai giardini di villa Wenkenhof. Prima un piccolo maneggio con un bel gazebo verde, piante secolari e un piccolo gruppo di case attorno alla residenza principale, poi il parco, immenso. 

La mattina mi sveglio con un muro di vegetazione brillante di fronte la finestra, esco di casa e respiro l’aria profumata e fresca, con Teo vado a spasso a guardare piante, lanciare castagne. Stamattina abbiamo scoperto dall’altra parte della strada un mercatino. I contadini mettono in vendita i loro prodotti. Non c’era nessuno a sorvegliare, solo un banchetto con patate, mele, uova, e una bilancia con un salvadanaio. Sulla fiducia, chi passa di lì prende, pesa e paga.

Non scambierei questa vita con quella di un miliardario, non è un modo di dire*.

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Posted in Uncategorized by the hermit on October 5, 2008

Teo è fuori col papà, sono andati sul fiume. Ne approfitto per pensare, per studiare gli alberi, leggere.

Penso che gli stiamo dando l’infanzia che desideravamo per lui, e che in Italia sarebbe stata impossibile. Per un po’ si poteva continuare a sperare, aspettare… Ma poi la sua infanzia sarebbe passata, è un attimo.

Mi intristiva vedere i bambini razzolare nella polvere del parchetto vicino casa. Pieno di assurdità e trappole: scale senza ringhiera, buchi, perfino un garage. E il cancello sempre aperto su una strada trafficata, coi preservativi dei viados che la notte vanno a battere in via Castillia. Portarlo lì era una proibizione continua, dirgli che lì non si poteva andare, là bisogna stare attenti, no, no.

E lo avevano chiamato il parco dei diritti dei bambini… Proprio una fighetteria concettuale alla milanese, dove l’unico diritto rispettato, alla fine, era quello dei designer di esibirsi. Dei bambini non ne sanno niente, pensano che pero’ sono sempre belli da fotografare. 

Il labirinto hanno dovuto toglierlo perché le piastrelle, pesantissime, crollavano pericolosamente. La casa del silenzio, unico riparo d’ombra in estate, l’hanno tolta e non so perché. Hanno tolto anche l’inutile tavolo con la pista per le macchinine, probabilmente perché i bambini ci salivano sopra rischiando di cadere: c’erano anche degli spunzoni per trafiggersi, nell’eventualita’. L’unica cosa carina, il naso di maiale con le piantine da annusare, ospita ormai solo stecchi scheletriti. Il diritto a sporcarsi, due vasche di terraccia, non comprende il diritto di lavarsi le mani: non ci sono fontanelle, nessuna traccia d’acqua. Non c’è neanche un bagno per fare la pipì, diritto abbastanza primario.

Mentre qui ogni parco è visto dalla prospettiva di bambini e genitori. Puoi stare tranquillo e lasciargli fare quello che vuole, al massimo si sbuccerà un ginocchio. Fontanelle, fantasia, arrampicate.

Con gli alberi sto andando piano piano, ora mi sto studiando le angiosperme… Mi sento Bouvard, o Pecuchet, a scelta.

E leggere, leggo Roger Caillois, che è interessante ma un po’ noioso e involuto, e Gaston Bachelard, che invece mi entusiasma e ha una prosa seducente. Ho aperto un blog satellite con gli appunti di lettura, è la mia memoria remota. Anche se mi pare che con la memoria stia andando molto meglio. Forse l’ho sfrondata dai contenuti inutili che avevo accumulato negli ultimi anni.

chron

Posted in Uncategorized by the hermit on October 4, 2008

Però sto cercando di capire, faccio di tutto per mettermi nella testa di una ragazza che deve accettare una vita diversa da quella che immaginava. Una cosa che più o meno succede a tutti, prima o poi, specie con l’arrivo dei trent’anni, ma Angela ha una situazione più estrema. Dal sogno di una grande famiglia come quella dei suoi genitori, all’incertezza e alla scesa a patti con una malattia che non la lascerà mai, con cui bisogna imparare, come si dice malamente, a convivere.

Va bene. E poi c’è la depressione, e anche questa dicono sia fisiologica. E Angela si trasforma in una persona diversa, proprio come nel film dei bacelloni, sostituita da un suo simulacro senza cuore. Fredda, perfino crudele. Tratta suo marito, mio fratello, con indifferenza e rancore. Proprio adesso che con la malattia è diventato il suo servo.

Lontana, io in questi giorni non riesco a pensare ad altro. Solo quando esco con Teo, e ci mettiamo a guardare ogni pianta, mi divago. Non avevo mai notato quanto le piante possano essere diverse tra loro, belle, gentili, eleganti. Andare in giro qui, per me è come visitare l’Eldorado dove le strade sono lastricate d’oro e pietre preziose. Bacche colorate come gemme e perle.