no news from the hermit

Posted in Uncategorized by the hermit on November 30, 2008

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…fino a Santa Chrischona, con i suoi miti abitanti. 

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kunstmuseum basel

Posted in Uncategorized by the hermit on November 28, 2008

Museo nato dalla collezione di Basilius Amerbach: la prima pubblica in Europa. 

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Sei ore, ho girato due piani su quattro.

A piano terra, tardo gotico e rinascimento tedesco. 

In rete ho trovato poco di Cranach, non quello che cercavo. 

 

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Dittico con morte, Hieronymus Tscheckenburlin (1487)

Nell’ammezzato c’era una temporanea sul sogno, ho passato molto tempo davanti a W.K. Wiemken e ai cahiers originali di Une semaine de bonte’, di Max Ernst. Il resto del tempo, nella temporanea Die magie der dinge. Del tutto assente Maria Sibylla Merian. Da Giornale nuovo, alcune pagine dell’Archetypa di Hoefnagel & Hoefnagel.

 

santa chrischona

Posted in Uncategorized by the hermit on November 26, 2008

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Passeggiata dionisiaca nel bosco, seduta su un tronco a scrivere, manti di foglie secche a terra, di muschio e di neve, appena un velo, sui tronchi. 

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Ho incontrato solo due persone in tutta la giornata: due donne. La prima accompagnata da un cagnetto piccolo, la seconda da due cani lupo. Entrambe coi capelli grigi e corti, il passo svelto, sorridenti. 

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Non panchine, ma sedie per fermarsi, stare soli e pensare. Al di la’ della fede, questo e’ il posto piu’ vicino a Dio, da quassu’ sembra di poterci parlare guardandolo negli occhi. 

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Posted in Uncategorized by the hermit on November 26, 2008

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a forest

Posted in Uncategorized by the hermit on November 24, 2008


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I miei sono lontani e hanno paura di morire. I loro amici, i cugini che hanno conosciuto bambini, stanno pian piano morendo tutti per forza di cose, tra i settantacinque e gli ottanta. Vecchi terrorizzati. 

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Posted in Uncategorized by the hermit on November 21, 2008

Fuori c’e’ una tempesta, le campane stanno suonando ininterrottamente, io sto lavorando. Forse abbiamo trovato casa. E’ all’ultimo piano, con un terrazzo grande, tra il paese, il bosco e il parco, mi piace.

Anyone who can learn to write can learn to draw

Posted in Uncategorized by the hermit on November 18, 2008

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Nei libri prenovecenteschi precetti candidi, saggezza ingenua. Sto leggendo, come ho gia’ scritto, Rousseau. Lentamente, inframezzato da tante altre cose. Tra cui le passeggiate e questo libro on line. I buoni propositi, l’educazione, la spinta al miglioramento. Dai tempi di Plutarco, di certo anche da prima, questi erano gli obiettivi. Poi c’e’ stato l’annichilimento. 

Notizie da casa: un po’ buone, l’esame di papa’ e’ andato bene. Di Francesca non so ancora niente, chiamero’ Giulia stasera.

Trascuro molte cose: oltre le bollette, gli amici. Stamattina ho chiamato AG, un tesoro scoperto appena prima di partire. Da quando sono qui non l’ho mai chiamata, ma la penso soprattutto quando la sera metto a Teodor i pigiamini che sono stati di suo figlio. Dovrei scrivere anche a Maura, a tutti prometto di scrivere, e ne avrei anche voglia, ma ho la testa altrove, in posti abbastanza fissi. Almeno quello. 

E ora ho appena scambiato qualche mail con Beppe. Anche lui, non lo frequentavo molto ma mi manca. Quando ci incrociavamo, io che entravo in ufficio e lui che usciva, tra noi c’era sempre la porta dell’ascensore che si chiudeva.

Posted in Uncategorized by the hermit on November 17, 2008

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Sabato mattina, la galaverna sulle piante, passeggiata in centro, abbiamo preso le biciclette. In autobus ho riportato il passeggino a casa e ritorno. Siamo risaliti in bici, a Wenkenhof era gia’ buio, Teodor era stanco, e abbiamo preso l’autobus. 

Oggi i pensieri sono congelati. Domani Francesca si opera, papa’ fara’ un esame medico. Ascolto la radio: Rickie Lee Jones, non la conoscevo. La lavatrice ha un ritmo africano. E’ stata una mattinata davvero dull, non mi viene una parola migliore in italiano. Cosi’ parlava anche Giovanni, un po’ in inglese un po’ in italiano, compiaciuto o imbarazzato non l’ho mai capito. 

Ora vado a prendere Teodor all’asilo, stamattina non e’ stato contento di restare. 

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Queste ore di solitudine e di meditazione son le sole della giornata in cui sia pienamente io, per me stesso, senza diversioni ne’ ostacoli, e in cui possa realmente dire di essere come la natura ha voluto. 

J.J. Rousseau, Seconda passeggiata

fantasticherie del passeggiatore solitario

Posted in Uncategorized by the hermit on November 14, 2008

 

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Qui mi e’ mancato il coraggio per addentrarmi

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Perche’ si chiama “Foresta Nera”:

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Avrei amato gli uomini loro malgrado; non hanno potuto sottrarsi al mio amore se non cessando d’essere uomini. Sono dunque estranei per me, sconosciuti, nulli, e questo perche’ l’hanno voluto. Ma io, separato da loro e da tutto, che sono io? 

J.J. Rousseau, Prima passeggiata

 

 Stamattina alle otto la nebbia era tanta, bianca e densa da nascondere le case di fronte. Ho riordinato un po’ casa, ho disegnato ascoltando la radio. Alle undici mi sono accorta che fuori era uscito il sole, e la giornata era splendida. Allora mi sono preparata in fretta, ho messo in borsa lo stretto necessario e sono uscita. Volevo raggiungere la radura oltre il bosco. Mi sono incamminata lungo l’isolato accanto, poi sempre piu’ su. E a ogni metro la vita si fa piu’ rarefatta. Case sempre piu’ silenziose, che se non fossero minuziosamente adornate e piene di indizi – il monopattino accasciato fuori dalla porta – sembrerebbero disabitate. 

All’improvviso, dietro l’ultima casa, dopo un piccolo spielplatz si e’ aperta la radura. Una via bianca che curvando scompariva tra i prati di un verde abbagliante. Pochi alberi all’orizzonte, una coppia di escursionisti, dopo dieci minuti un ciclista. Sulla destra, in cima all’altura, ho visto un recinto e due figure animali bianche, immobili. Alpaca*. 

 

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Mi sono fermata a sedere sull’erba, nel posto piu’ idilliaco del mondo. Da anni non godevo un silenzio tale. In realta’ tanti silenzi: il volo del corvo, la mosca blu e verde, il vento. Poi c’era un rombo altissimo, distante, come di aereo. Devo capire se e’ il vento in alta quota o se e’ una somma di tutti i rombi degli aerei distanti, che nel silenzio assoluto vengono catturati e si fondono.

Dall’Italia avevo portato questo libro, dal titolo per me programmatico. E’ una buona compagnia, ma non condivido una briciola dell’anima di Rousseau, che non mi stupisce venisse schifato dai suoi contemporanei. 

 

* C’e’ un regolamento apposito, sto verificando con google. Fino a stasera ho continuato a sospettare che fossero statue, o qualche altro animale. Invece leggo che: 

Dalla fine degli anni settanta, in Svizzera la detenzione di lama e alpaca gode di sempre maggiore popolarità. Nell’ordinanza sulla protezione degli animali, lama ed alpaca vengono considerati animali selvatici, la cui tenuta necessita di autorizzazione (cfr. art. 38 e 39 OPAn). Le esperienze maturate dalle autorità cantonali hanno mostrato che la detenzione di lama ed alpaca di regola non causa problemi. Per questa ragione, dal 1° settembre 2001 quest’ultima non necessita più dell’autorizzazione richiesta per la tenuta di animali selvatici, a condizione di non essere praticata professionalmente (cfr. cap. IV). 

Le esperienze maturate dalle autorità cantonali hanno mostrato che la detenzione di lama ed alpaca di regola non causa problemi.

sto recuperando la memoria!

Posted in Uncategorized by the hermit on November 13, 2008

 

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Sto recuperando la memoria. E’ successo almeno tre volte: arrivata a dover dire un nome, l’ho ricordato. Vedendo il signore con la pipa ho ricordato la chiesa del Subgenius di cui avevo letto distrattamente qualcosa su Internet, e perfino la parola Subgenius. Nel chiedere il nome di una via, l’ho ricordata, e anche il numero della carta di credito l’ho imparato a memoria. 

Negli ultimi giorni ho perso troppo tempo. Da quando porto Teo all’asilo ho intere giornate libere, e dovrei fare talmente tante cose importanti che non so da dove cominciare. Ho avuto la testa imballata con i problemi di famiglia, poi Francesca. Faccio lunghe telefonate in Italia e per il resto del tempo mi corruccio in casa, quando dovrei darmi da fare per trovare i medici, pagare i bollettini, trovare una casa, lavorare. Il piacere lo postpongo, i musei, i libri, le mostre, le biblioteche, i mercatini. Anche oggi, ecco cosa sto facendo: sono qui, e mangio una mela. Sto pensando che bisognerebbe scrollarsi di dosso le vecchie abitudini. Per esempio, e’ piu’ intelligente assistere agli eventi senza giudicare nessuno. Questa mia vista rapace che mi fa sempre sorvolare sulle situazioni, che non mi fa mai acchiappare… mi fa sentire in colpa. E anche questa e’ una cattiva abitudine. Cattive abitudini che si inanellano, e che sarebbe bene scrollarsi di dosso. 

Mi accorgo anche che sto scoprendo nuove buone abitudini a cui far posto. Ho scoperto che mi piace stirare. Accendo la radio, Teo gioca con Andrea, stiro magliettine piccole, asciugamani. Di cotone, quadrati: non e’ faticoso, lo facevo anche quando giocavo con le bambole. E passare l’aspirapolvere, mi piace veder risucchiare la sporcizia, e il pavimento pulito, la cucina in ordine, i piatti lavati nella dispensa. Dare un posto a ogni cosa, sapere dov’e’. E non avere nessun estraneo cingalese per casa, e ogni volta che devo cercare qualcosa dover entrare nella sua testa. Dove metterebbe Lina una penna nera? E’ la mia penna preferita e non la trovo. Mi devo mettere nella testa di Lina e andarla a cercare tra i trucchi, infatti la penna era sempre nel beauty case, insieme alla matita a micromine e alla gomma. 

Ho preso questo libro in un mercatino e sfogliandolo vado in trance: 

(e anche questa libreria digitale)

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