Anyone who can learn to write can learn to draw
Nei libri prenovecenteschi precetti candidi, saggezza ingenua. Sto leggendo, come ho gia’ scritto, Rousseau. Lentamente, inframezzato da tante altre cose. Tra cui le passeggiate e questo libro on line. I buoni propositi, l’educazione, la spinta al miglioramento. Dai tempi di Plutarco, di certo anche da prima, questi erano gli obiettivi. Poi c’e’ stato l’annichilimento.
Notizie da casa: un po’ buone, l’esame di papa’ e’ andato bene. Di Francesca non so ancora niente, chiamero’ Giulia stasera.
Trascuro molte cose: oltre le bollette, gli amici. Stamattina ho chiamato AG, un tesoro scoperto appena prima di partire. Da quando sono qui non l’ho mai chiamata, ma la penso soprattutto quando la sera metto a Teodor i pigiamini che sono stati di suo figlio. Dovrei scrivere anche a Maura, a tutti prometto di scrivere, e ne avrei anche voglia, ma ho la testa altrove, in posti abbastanza fissi. Almeno quello.
E ora ho appena scambiato qualche mail con Beppe. Anche lui, non lo frequentavo molto ma mi manca. Quando ci incrociavamo, io che entravo in ufficio e lui che usciva, tra noi c’era sempre la porta dell’ascensore che si chiudeva.

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