no news from the hermit

Posted in Uncategorized by the hermit on March 25, 2009

Ho gia’ scritto che mercoledi’ e’ il mio giorno. Due o tre ore di computer. Passo a trovare Paolo Palmerini e vedo un nuovo racconto. Comincio la mattinata leggendo quello, in questi giorni tutto mi appare malinconico. Il racconto e’ molto bello. 

Poi ho ascoltato una cosa che mi ha mandato Cesare. Il fatto che possa sentire la voce di Cesare, e che la ascolti quella voce quasi tutti i giorni, non so se mi faccia sentire di piu’ o meno la sua mancanza. Ho preso il blocco dove faccio gli esercizi di tedesco e gli ho scritto di getto. Stavolta gliela mando mi dicevo, poi invece ho dovuto fermarmi prima di riempire il foglio. Non so se le persone a cui mi rivolgo si trovino nel mio stesso stato d’animo, anzi lo so. Non hanno tanto tempo lo so per pensare a queste cose, come me. Non posso scrivere mail o lettere cosi’ nude, non ho piu’ quindici anni, e neanche venti. 

Allora comincio a leggere cose su internet, me ne sto buona. Via BibliOdyssey scopro Thomas Fella: “A booke of diverse devices and sorts of pictures with the alphabets of letters”, un commonplace book elisabettiano. E poi non so come arrivo da wiedler.ch, e leggo del tipografo Jan Tschichold

Prima di pranzo devo chiudere tutto, cominciare a mettere in ordine casa, ci sono ancora sul tavolo i piatti della cena di ieri.

Posted in Uncategorized by the hermit on March 15, 2009

Venerdi’ e’ arrivata la primavera, all’improvviso. Non c’e’ piu’ bisogno della giacca per uscire. Il bosco si preparava gia’ da un po’, ma venerdi’ sono andata a fare un giro ed era tutto in piena rinascita. 

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Non e’ una falsa partenza: la primavera e’ cominciata ed e’ impossibile che torni quel freddo che entrava nelle ossa. Appare anche qualche persona negli orti sotto casa. E germani reali che attraversano il sentiero per andare a tuffarsi in un ruscello. 

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Ieri abbiamo visto una rana, peccato fosse morta. Era morta da poco, all’inizio non mi ero accorta della testa fracassata e del cervello che colava fuori da una parte. Era bella gonfia e brillante, ma un paio d’ore dopo era gia’ tutta sciolta, un mucchietto di liquame marrone. Al tramonto un falco volava sopra gli alberi della collina a sud.